Beppe Grillo e gli amici dei poteri forti

GIACOMO GRILLO

E mi viene da ridere quando Beppe Grillo blatera dei poteri forti che condizionerebbero le scelte politiche, e si, rido e immediatamente mi incazzo quando il troglodita di Genova proferisce stronzate a cui milioni di dementi italiani credono.

Beppe Grillo è parte dei poteri forti per dinastia, il bisnonno del troglodita, fu il capo di una dinastia di intoccabili banchieri, gente da non colpire, gente potentissima che condizionò addirittura l’unità d’Italia, i maggori responsabili dell’etnocidio avvenuto nel regno delle 2 sicilie ad opera di 1000 garibaldini e 30.000 soldati inglesi.

Tenetevi forte e azionate i neuroni: Giacomo Grillo, il bisnonno fu: governatore della Banca d’Italia.

Nato nel 1830. Entrato come impiegato nel 1853 nella Banca Nazionale (la banca di emissione del Regno di Sardegna, con sede a Genova), diviene ben presto Segretario Generale e primo collaboratore del Direttore Generale Bombrini. Alla morte di quest’ultimo, nel 1882, gli succede alla direzione della Banca (che nel frattempo aveva portato la sua sede a Roma).

È il primo Direttore Generale della Banca d’Italia, dopo la nascita dell’Istituto per effetto della fusione fra la Nazionale e le due banche toscane. Rimane in carica meno di due mesi, dal gennaio al 24 febbraio 1894, giorno delle sue dimissioni. Muore nel 1895.

https://it.wikipedia.org/wiki/Giacomo_Grillo

https://www.bancaditalia.it/…/giacomo-grillo/index.html


La somiglianza è imbarazzante e alla luce di questa notizia diventa imbarazzante l’atteggiamento di milioni di italiani che si fidano di Beppe Grillo.

Giovanni Sandi – g.sandi@tiscali.it – 338 8158280

Sempre di più nella merda…

Sempre di più nella merda…

Sono stati arrestati alcuni politicastri, e di nuovo tanto per cambiare, intenti a usurpare denaro dalle nostre tasche. Tutto regolare, da una Repubblica nata dagli scenari di Piazzale Loreto non possiamo aspettarci di meglio, ricordiamoci di quanto disse l’ineffabile Woodrow Wilson (ricordate?) in una lezione alla Columbia University nell’aprile 1907; quando rivolgendosi a giovani studenti americani, dichiarò: “Dal momento che il commercio ignora i confini nazionali e il produttore preme per avere il mondo come mercato, la bandiera della sua nazione deve seguirlo, e le porte delle nazioni chiuse devono essere abbattute… Le concessioni ottenute dai finanzieri devono essere salvaguardate dai ministri dello stato, anche se in questo venisse violata la sovranità delle nazioni recalcitranti… Vanno conquistate o impiantate colonie, affinché al mondo non resti un solo angolo utile trascurato o inutilizzato”. Immaginate cosa sarebbe accaduto se queste parole fossero state pronunciate da Benito Mussolini.

Oggi, per completare l’opera di distruzione, è in programma la svendita persino dell’ORO degli italiani custodito dalla Banca d’Italia e questa vendita, viene fatta passare dai ladroni, come un’operazione di salvataggio. Quest’opera di mistificazione è tipica dei servizi angloamericani che mirano di fare apparire il contrario di ciò che è nella realtà. Questi metodi tendono a rendere l’Italia un paese completamente succube a un sistema criminale, come di fatto è, il potere finanziario.

Opla! È il 2 giugno 1992 imbarchiamoci sul panfilo Britannia in navigazione lungo le coste italiane del mar Tirreno, a bordo c’erano alcuni strani soggetti, i politicastri italiani, un comico genovese e gli appartenenti all’elite di potere finanziario anglo-americana, i reali britannici affittarono il panfilo e 2 navi della royal-marine di scorta ai grandi banchieri i quali si rivolsero al governo italiano durante la fase delle privatizzazioni (Merrill Lynch, Goldman Sachs e Salomon Brothers).

In quella riunione si decise l’acquisto delle aziende italiane, le banche e la Banca d’Italia, e come far crollare il vecchio sistema politico per insediarne un altro, completamente manovrato dai nuovi padroni. A questa riunione parteciparono anche diversi italiani, come Mario Draghi, allora direttore delegato del Ministero del Tesoro, il dirigente dell’Eni Beniamino Andreatta e il dirigente dell’Iri Riccardo Galli. Fra i complici italiani possiamo trovare l’ex ministro del Tesoro Piero Barocci, l’allora Direttore di Bankitalia Lamberto Dini e l’allora governatore di Bankitalia Carlo Azeglio Ciampi. Alcune autorità italiane (come Dini) fecero il doppio gioco: denunciavano i pericoli, ma in segreto appoggiavano gli speculatori. Più strana e tenuta nascosta era la presenza del miglior manipolatore di opinione pubblica del momento, Beppe Grillo discendente di un Governatore di Banca d’Italia, Giacomo Grillo, gli intrighi decisi sul Britannia avrebbero permesso agli anglo-americani (come sta avvenendo, nda) di mettere le mani sul 48% delle aziende italiane, fra le quali c’erano la Buitoni, la Locatelli, la Negroni, la Ferrarelle, la Perugina e la Galbani..

(…). Nel giugno 1992 si insediò al . Un personaggio in armonia con gli speculatori che ambivano ad appropriarsi dell’Italia. Infatti Amato, per iniziare le privatizzazioni, si affrettò a consultare il centro del potere finanziario internazionale: le tre grandi banche di Wall Street, Merrill Lynch, Goldman Sachs e Salomon Brothers. Appena salito al potere, Amato trasformò gli Enti statali in Società per azioni, valendosi del decreto Legge 386/1991, in modo tale che l’elite finanziaria le potesse controllare, e in seguito rilevare. L’inizio fu concertato dal Fondo Monetario Internazionale che, come aveva fatto in altri paesi, voleva privatizzare selvaggiamente e svalutare la nostra moneta, per agevolare il dominio economico-finanziario dell’elite (…). Le reti della Banca Rothschild, attraverso il direttore Richard Katz, misero le mani sull’Eni (un gioiello mussoliniano, ndr), che venne svenduta. Il gruppo Rothschild ebbe un ruolo preminente anche sulle altre privatizzazioni, compresa quella della Banca d’Italia (…). Dietro tutto questo c’era l’elite economico finanziaria (Morgan, Schiff, Harriman, Kahn, Warburg. Rockefeller, Rothschild ecc), che ha agito preparando un progetto di devastazione dell’economia italiana e lo ha attuato valendosi di politici, di finanzieri e di imprenditori (…). Grazie alle privatizzazioni, un gruppo ristretto di ricchi italiani ha acquisito somme enormi, e ha permesso all’elite economico finanziaria anglo-americana di esercitare un pesante controllo sui cittadini, sulla politica e sul paese intero (…)>.

Come siamo arrivati a questo? Per una risposta più prossima alla verità, ci dobbiamo spostare alla metà degli anni ’30 dello scorso secolo. Ecco come lo storico Rutilio Sermonti dichiara (L’Italia nel XX Secolo): “La risposta poteva essere una sola: perchè le plutocrazie volevano un generale conflitto europeo, quale unica risorsa per liberarsi delle Germania – formidabile concorrente economico – e soprattutto dell’Italia. Questo è necessario comprendere se si aspira a evidenziare la verità storica: soprattutto dell’Italia”. Infatti il reale avversario delle plutocrazie erano i fascismi con le loro idee e proposte sociali, idee che si stavano espandendo in tutto il mondo; ecco, allora, la necessità di spingere la Germania e l’Italia alla guerra attraverso provocazioni e minacce.
Proviamo ad approfondire. Nel novembre 2011, sia l’Italia che la Grecia hanno subito un golpe, senza che i rispettivi popoli ne abbiano preso conoscenza. Chi sono gli autori del golpe? Il governo tecnico di Papademos in Grecia, e il governo tecnico di Monti in Italia. Chi sono questi personaggi? Da dove provengono? Entrambi erano membri della Commissione Trilaterale di quel soggettino che ha nome David Rockefeller, appartenente ad una delle tredici famiglie che da sempre hanno dominato il mondo attraverso l’economia e la finanza. Quelle famiglie che il fascismo ha tentato di combattere. Tutto ciò era stato ben compreso da quello che, chi scrive queste note, considera il più grande politico dello scorso secolo: Benito Mussolini. Ecco con quanta lungimiranza e lucidità il 7 febbraio 1944 scriveva: “Il progetto statunitense, in parole povere, si può dunque riassumere così: tutte le nazioni porteranno i loro risparmi nelle casse del Tesoro americano, che li amministrerà pro domo sua. Secondo tale piano, infatti, il governo di Washington si assicura, nell’amministrazione del Fondo internazionale di livellamento dei cambi, di cui propone la costituzione; il numero di voti sufficienti per essere in grado di fermare qualsiasi decisione contraria al suo interesse. In tal modo gli Stati Uniti, oltre all’accaparramento in corso di attuazione delle basi navali ed aeree del mondo e alla creazione delle più potenti flotte navali e aeree di guerra e commerciali, indispensabili ai loro piani imperialistici, avrebbero anche finanziariamente tutte le altre nazioni alla loro mercè…”

È solo una parte microscopica della storia mondiale, ma sufficiente per comprendere come ci hanno portato nella merda. I passaggi essenziali partono dalla Dottrina Monroe (elaborata in realtà da Quincy Adams), ma occorre spostarci ai primi del 1800, con la quale Monroe espresse l’idea della supremazia degli Stati Uniti nel continente americano, e da qui è facile passare alla supremazia nel globo intero. Oggi possiamo contare da quelle enunciazioni almeno cento guerre condotte dagli Stati Uniti al di fuori del continente americano. Tutte guerre d’aggressione per affermare il potere finanziario anglo-americano. Come poco sopra scritto, il fascismo provò a fermare tutto ciò, ma fu sopraffatto dal grande capitale.
La domanda: visto che siamo nella merda, c’è un modo per uscirne? Il modo c’è, si trova nelle teorie mussoliniane, dovremmo ripartire dall’aprile del 1945, perché in quella data possiamo vedere come il nostro futuro fu compromesso.
Certo la propaganda è stata asfissiante, gli italiani sono per la maggior parte degli imbecilli, soprattutto perché c’è ancora una maggioranza di gente che ancora accorda fiducia a certi personaggi.

Giovanni Sandi – g.sandi@tiscali.it – 338 8158280

Belin u bisnono…

Belin u bisnono…

Banca d’Italia – Il sito ufficiale della Banca Centrale Italiana
WWW.BANCADITALIA.IT DI BANCA D’ITALIA
Commenti
Giovanni Sandi
Giovanni Sandi La somiglianza è fuori discussione 
Mi piace · Rispondi · 24 giugno alle ore 22:34
Bruno Masella
 Bruno Masella Ecchecazzo questo è anche più brutto del nipote.
Mi piace · Rispondi · 24 giugno alle ore 20:22
Giovanni Sandi
Mi piace · Rispondi · 23 giugno alle ore 13:43