NO EURO!

NO EURO!

Gli esperti proiettano futuri scenari apocalittici se l’Italia uscisse dall’€uro, visto che erano bravi a predire il futuro anche prima, ci dissero ripetendolo in ogni dove, giornali, riviste, libri, TV, che: “con l’euro saremmo diventati tutti più ricchi e non avremmo corso pericoli dalle speculazioni internazionali come accadde in Argentina”.
 
Testone di cazzo! Se uscissimo dall’€uro l’Italia batterebbe la propria moneta di stato e non di banca.
 
La banca emette denaro solo prestandolo a interesse, ecco cos’è il DEBITO PUBBLICO.
 
Economisti del terzo millennio, sparatevi in bocca!    

    • L’Euro è stato presentato come una garanzia del mantenimento del potere d’acquisto e come una moneta che “nasce forte” (Ciampi).
    • Al contrario, l’Euro è presto crollato contro il Dollaro e con l’Euro è crollato il potere d’acquisto. Istat ed Eurostat hanno cercato di negarlo, ed è quindi crollata anche la loro credibilità.
    • Quando l’Euro ha recuperato contro il dollaro circa il 40%, il suo potere d’acquisto non solo non è risalito, ma ha continuato a cedere.
    • L’Euro è stato presentato garanzia per il commercio estero.
    • Al contrario, l’Euro ha reso poco competitive le merci di esportazione italiane, mentre ha reso più competitivi, anche entro l’Unione Europea, le merci extracomunitarie, soprattutto nei settori di bassa tecnologia tipici dell’industria italiana (abbigliamento, tessuti, calzature, mobilio, etc.).
    • L’Euro è stato presentato come garanzia di virtuosità e risanamento del bilancio pubblico.
    • Al contrario, la spesa pubblica è fuori controllo e perlopiù assorbita da spese correnti (anche clientelari) e interessi passivi, con pochissimo per gli investimenti produttivi e un sistema fiscale-contributivo che scoraggia la produzione e incentiva l’evasione, mentre la BCE minaccia di non accettare più i titoli del tesoro italiani come contropartita per la cessione di cartamoneta.
    • L’Euro è stato presentato come garanzia di sviluppo e ammodernamento dell’economia nazionale e di efficacia del sistema-paese.
    • Al contrario, ha prodotto una situazione in cui la più grande industria nazionale (dopo quella edile, che ovviamente è legata al territorio), ossia la grande distribuzione, è passata a mani straniere (Auchan, Carreffour, Despar etc.); la seconda per grandezza, ossia quella automobilistica, vede un 80% delle vendite in mano a produttori stranieri; la grande cantieristica, già forte e gloriosa, ha chiuso; le telecomunicazioni vengono rilevate da capitale estero; l’Alitalia è in dissesto; la grande industria nazionale è quasi scomparsa; la capacità di produrre nuova tecnologia competitiva si dissolve; le grandi banche vengono rilevate da banche estere; etc. Praticamente, il potere decisionale per l’Italia è stato oramai trasferito quasi completamente in mani straniere.
  • E’ questo il piano dei governanti italiani che hanno voluto l’Euro? Che vantaggi hanno ricavato per sé da questa operazione a cui si sono tanto intensamente prestati?
Giovanni Sandi – g.sandi@tiscali.it – 338 8158280