Il cretino di Natale

 w i cassonetti di natale

arriveranno dei commenti del cazzo statene certi 🙂

Commenti

Giuseppe Indiveri Giuseppe Indiveri Ma non capisco come gai ad avere internet se poi vai nei cassonetti
Giovanni Sandi
 Giovanni Sandi esiste il wi-fi del vicino, coglione!!
Giuseppe Indiveri
 Giuseppe Indiveri Ah no?!? Dare del coglione non lo è ?!
Giuseppe Indiveri
 Giuseppe Indiveri hai appena dimostrato quanto sei limitato!!
Giovanni Sandi
 Giovanni Sandi ma pensa te, io sarei limitato, o i limiti alla riflessione li hai tu? ah! questi sarebbero i nuovi cervelli? spirito critico zero.
Giovanni Sandi
 Giovanni Sandi dai, vai gentilmente fuori dalle balle e impara a ragionare prima di esprimerti.
Giuseppe Indiveri
 Giuseppe Indiveri In 4 commenti non hai fatto altro che insultare.. dov’è lo spirito critico?!? Io ti ho chiesto solo una cosa.. tu dici che c’è il wi-fi e non ho detto nulla…
Giuseppe Indiveri
 Giuseppe Indiveri Quindi sei limitato perché non sai tenere una discussione senza insulti
Giovanni Sandi
 Giovanni Sandi senza insulti, ti ho dato del coglione, non ho alcuna voglia di tenere una discussione sul fatto che vado per cassonetti e ho internet, hai capito che devi andare fuori dalle balle?
Giovanni Sandi
 Giovanni Sandi cvd, i commenti del cazzo, che gente di merda!!
Giuseppe Indiveri
 Giuseppe Indiveri Ma vaffanculo sto coglione…
Giovanni Sandi
 Giovanni Sandi ah ah ah! hai il cervello bloccato a 11 anni.
Giovanni Sandi
 Giovanni Sandi e ride di se stesso…
Giovanni Sandi
 Giovanni Sandi questo e’ il nuovo che avanza… entrano nelle bacheche degli altri scrivono l’idiozia e poi si lamentano se ottengono dei calci nel culo, occhio che con la tua corda t’impiccherai, ripeto stai dando fastidio.
Roberta Di Vita
 Roberta Di Vita Giovanni sei unico…un cervello come il tuo …e ti devi arrangiare. Gli idioti invece hanno spesso la vita in discesa.
Giovanni Sandi
 Giovanni Sandi ecco che arriva il buonismo cretino, in fase di recupero del consenso consensuale
Giuseppe Indiveri
 Giuseppe Indiveri Veramente è a presa per il culo… non mi interessa che possiate un buon natale… me ne sbatto i coglioni di uno che fa la vittima su Facebook, in cerca di notorietà e in cerca di compiacimento… le persone che hanno bisogno di un vero aiuto le vedAltro…
Giovanni Sandi
 Giovanni Sandi veramente e’ a presa per il culo? ma ti rendi conto che ti prendi per il culo da solo, ah gia’! che sciocchino, dimenticavo hai 21 anni con il cervello da 11.
Giuseppe Indiveri
 Giuseppe Indiveri Vendi tutto sei hai fame… non perdere tempo sui social..
Giovanni Sandi
 Giovanni Sandi e’ proprio un cretino…
Giovanni Sandi
 Giovanni Sandi la prossima volta nel post provero’ a scrivere l’avvertimento: “AI CRETINI E’ VIETATO COMMENTARE”
Giuseppe Indiveri
 Giuseppe Indiveri Perché continui??!? Poi sono cretino solo perché non la penso come te?!ma vaffanculo va..
Giovanni Sandi
 Giovanni Sandi no no, sei cretino perche’ sei sulla mia bacheca a scrivere delle cretinate, sara’ difficile ma spero di averti convinto. 🙂

Buon Natale un cazzo!

 Giovanni Sandi ha aggiunto una nuova foto.
foto di Giovanni Sandi.
Commenti
Giuseppe Strano
 Giuseppe Strano però somigli a babbo natale…
Anna Zoia
 Anna Zoia Auguri e tanti baci….
Giovanni Sandi
 Giovanni Sandi Strano, mi hanno detto che assomiglio a un attore do Brasil che manda tutti affanculo e conclude sempre ogni discorso con “cazzo!”
Giovanni Sandi
 Giovanni Sandi Franco, preferisco le angurie 🙂
Roberta Di Vita
 Roberta Di Vita Ah ! Ecco fatto…GRAZIE !

La villa di Sant’Ilario.

Giovanni Sandi ha pubblicato una nota.

20 dicembre 2013 · alle ore 12:44

La villa di Sant’Ilario. Mala vita continua. Nel 1986, poco in linea con certe sue intransigenze future,fu protagonista di alcuni spot per gli yogurt Yomo: «Ci hanno messo 40 anni per farlo così buono», diceva indossando una felpa con scritto «University of Catanzaro». «Lo yogurt è un prodotto buono», si difese lui. Per quella pubblicità vinse un Tele gatto. È il periodo in cui andò a vivere a Sant’Ilario, la Hollywood di Genova: una bellissima villa rosa salmone, affacciata sul Monte di Portofino, con ulivi e palme e i citati frutti e ortaggi di plastica. Non fece scavare una piscina, ma due: cosa che piacque poco ai vicini e soprattutto al dirimpettaio Adriano Sansa, già poco entusiasta del terrazzo di 100 metri quadri che Grillo fece interamente ricoprire inciampando in un clamoroso abuso edilizio cui pose rimedio con uno di quei condoni contro cui è solito scagliarsi. Qualche modesto provincialismo anche all’interno, tipo la foto di lui avvinghiato a Bill Clinton appoggiata sopra il pianoforte.

Poi c’è la telenovela dei pannelli solari, pardon fotovoltaici. L’ex amministratore delegato dell’Enel, Chicco Testa, si è espresso più volte: «Grillo diceva che a casa sua, con il solare, produceva tanta energia da vendere poi quella in eccesso. Ma feci fare una verifica e venne fuori che da solo consumava come un paesino». In effetti si fece mettere 20 kilowatt complessivi contro i 3 kilowatt medi delle case italiane, sicché consumava e consuma come 7 famiglie. L’Enel, dopo varie lagnanze di Grillo, nel 2001 decise di permettere l’allacciamento alla rete degli impianti fotovoltaici (come il suo) e addirittura di rivendere l’elettricità in eccesso all’Enel stessa: quello che lui voleva. Il suo contratto di fornitura, con apposito contatore, fu il primo d’Italia. E da lì parte la leggenda dell’indipendenza energetica di Grillo: in realtà il suo impianto di Grillo è composto da 25 metri quadrati di pannelli e produce al massimo 2 kilowatt, buoni per alimentare il frullatore e poco altro.

A ogni modo le polemiche ambientaliste di Grillo ebbero a salire proprio in quel periodo: «Anche Chicco Testa dovrebbe essere ecologista, e tutto quello che sa dire è che ci vuole più energia quando il 90 per cento di energia di una lampadina va sprecata. Non si tratta di produrre più energia, ma di risparmiarla». Giusto. Lui però intanto consumava, e consuma, come una discoteca di Riccione.

Il giorno più nero.

 Giovanni Sandi                                                             20 dicembre 2013 alle ore 11:39

Il giorno più nero.

Il tardo 1981 e non il 1980, come erroneamente riferito nel suo blog, è l’anno in cui il troglodita di Genova diviene protagonista di un episodio destinato a segnalarlo per sempre. Il 7 dicembre, da Limone Piemonte, decide di partirsene con alcuni amici alla volta di Col di Tenda, un’antica via romana tra la Francia e la Costa ligure: in pratica sono delle strade sterrate militari in alta quota che portano a delle antiche fortificazioni belliche. Con lui ci sono i coniugi Renzo Giberti e Rossana Guastapelle, 45 e 33 anni, col figlio Francesco di 8, oltre a un altro amico che si chiama Alberto Mambretti. Per farla breve: quel viaggio, d’inverno, è una follia. È una strada d’alta quota non asfaltata, e un altro gruppo di amici, nonché un’opportuna segnaletica, sconsigliano vivamente: a esser precisi, la strada è tecnicamente chiusa. Fa niente: Grillo ha una Chevrolette Blazer 5.700 cc, un costoso ed enorme fuoristrada rivestito esternamente di legno e peraltro inquinantissimo. Un quinto amico, Carlo Stanisci, forse si avvede del pericolo e decide di scendere assieme alla fidanzata e al cane. Finisce malissimo: all’altezza di Bec Rouge, Alpi francesi, l’auto sbanda su un ruscelletto ghiacciato e scivola verso una scarpata; Grillo riesce a scaraventarsi fuori dall’abitacolo, ma gli altri no, e l’auto rotola nella scarpata per un’ottantina di metri. Mambretti sopravvive non si sa come. I due coniugi muoiono, e ciò che resta del figlio viene trovato sotto la fiancata dell’auto.

Sconvolto, il troglodita si rifugia nella casa di Savignone che divide col fratello. Aspettando il processo, non si ferma: ha appena ultimato «Te la do io l’America», nel 1982 è protagonista di «Cercasi Gesù» diretto da Luigi Comencini e nel 1984 l’attende «Te lo do io il Brasile». E qui c’è un episodio, pure raggelante, raccontato in parte dall’Unità del 21 settembre scorso. il troglodita accetta di partecipare alla Festa dell’Unità di Dicomano (nel fiorentino) per un cachet di 35 milioni. La sera dello spettacolo però diluvia, gente pochina e di milioni se ne incassano 15. Flop. I compagni di provincia cercano di ricontrattare il compenso, niente da fare: neppure una lira di sconto. Della segreteria comunista, tutta giovanile, l’unico che ha una busta paga si chiama Franco Innocenti, un 26enne: deve stipulare un mutuo ventennale nonostante abbia la madre invalida al cento per cento.

Una brava persona l’idolo dei grillioti 😀