ELEZIONI REGIONALI PIEMONTE 2010 – Cittadino Piemontese, leggi prima di entrare nel seggio elettorale

Cari Consovrani Cittadini Piemontesi,
tra poche ore aprono i seggi elettorali, domattina andrò a votarmi, ma prima dovrò passare negli uffici comunali a ritirare la tessera elettorale, quella che ho non vale, era stata emessa dal comune dove risiedevo prima, così potrò accertare il corretto funzionamento dell’ufficio comunale preposto al rilascio.

Il voto per eleggere il rappresentante politico è l’unico strumento ancora democratico rimasto al Cittadino, nella quasi totalità dei casi a candidarsi non sono personaggi che intendono usare la democrazia come strumento, ma il loro potere e farlo poi subire a chi lo ha eletto.

Chi ha letto il mio programma politico e il manifesto elettorale avrà compreso che la mia candidatura si basa su questioni diverse da quelle monotone della casta politica che finora ha governato la Regione Piemonte, casta che si guarda bene dal metterle in discussione, perchè il potere che gli si è conferito finora è quello che non fa gli interessi dei Cittadini, non hanno mai portato nessun miglioramento se non a costi esagerati, ossia se qualcosa funziona ci costa esageratamente (sprechi pilotati).

Cosa ocorre migliorare? prima di tutto la condizione generale delle strutture pubbliche, quelle che al cittadino servono quotidianamente, sanità, trasporti, scuole, strade, un sistema monetario esente da interesse usurante.

Intendo farlo con la collaborazione e PARTECIPAZIONE di TUTTI, significa che se sarò eletto, come promesso implementerò quella piattaforma internet trasparente dove ogni Cittadino potrà se desidererà controllare e collaborare per dire la sua su ogni quesito politico e amministrativo che sarà discusso in Consiglio Regionale, dando il consenso o la disapprovazione, la maggioranza dell’espressione della volontà di tutti, che sarà chiamata: “VOLONTA’ GENERALE”, sarà la mia e da voi diretta espressione politica, reale rappresentativa, ogni qualvolta sarò chiamato ad esprimere il voto in Sede Regionale: il rispetto della volontà del Popolo Sovrano.

I Cittadini Piemontesi potranno quindi proporre: leggi, provvedimenti, modifiche degli attuali regolamenti e leggi, i Cittadini potranno finalmente esprimere l’opinione, che condivisa dal 50% + 1, diventa sovrana “VOLONTA’ GENERALE”, che sarà mio dovere mettere in agenda e il prima possibile in discussione al Consiglio Regionale. (il Popolo non sbaglia mai!)

Ritengo questo metodo altamente democratico che segnerà una svolta epocale nel nostro sistema politico, nessun candidato rappresentativo politico finora ha dato voce al popolo, al quale in campagna elettorale si sono solo fatte promesse che raramente vengono mantenute e che non erano e non sono l’espressione della volontà generale dei cittadini, ai quali MAI prima si è chiesto l’opinione, ma imposta un’opinione preconfezionata dai partiti politici interessati a mantenere privilegi della casta e fare cassa.

Il sistema che propongo elimina qualsiasi conflitto d’interessi e possibilità di corruzione, perchè siete voi Cittadini a decidere su tutto, ho certamente le mie idee ma contano esattamente quanto le idee di un Cittadino che rappresenterò.

Per ulteriori chiarimenti o dubbi potrete chiamarmi, anche poco prima di entrare nel seggio elettorale, sarò lieto di rispondervi al +39 338 8158280

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L’Intoccabile

Il suo nome – non esattamente il suo, però – appariva su un’agendina posta sotto sequestro.
Ergo, era un “affiliato della camorra”.
Fu questo il teorema della giustizia partenopea contro Enzo Tortora, inviato in galera per tre anni e tre mesi, salvo il riconoscimento tardivo della sua innocenza, l’assoluzione e le (inutili e, anzi, beffarde) scuse di prammatica.
Erano gli anni 1983-1986 e quel misfatto è diventato il più emblematico esempio di giustizia ingiusta in Italia.
Prendiamo però un’altra storia.
Un altro italiano, da 17 anni a questa parte viene di volta in volta sospettato di malversazioni e accusato di varie illegalità. Di contatti con boss della mafia internazionale (fotografie), di intelligenza con agenti deviati nazionali e internazionali (Cia), di tutela degli interessi (appalti agli amici degli amici) del figlio sull’onda delle “garanzie” illustrate dalla poltrona di ministro, di gestione “familiare” del suo partito e dei finanziamenti pubblici, di una doppia morale (il Pci poteva non sapere del signor G…) nell’amministrare la giustizia nei confronti dei partiti della cosiddetta prima repubblica, di regali o prestiti anomali (una mercedes e cento milioni di lire) ricevuti da un imputato sul quale come pm indagava, poi restituiti, di una vittoria a tambur battente del concorso per la magistratura (in assenza di cognizioni grammaticali), di una laurea ottenuta in un batter d’occhio con esami la cui certificazione è… andata a fuoco e così via.
Sì. Parliamo di Antonio Di Pietro.
Lui si è sempre difeso sfoderando querele vittoriose.
Ed è sempre stato ritenuto dai suoi colleghi magistrati formalmente innocente e, anzi, perseguitato.
Garantisti come siamo – e cioè volterriano estremisti – non abbiamo nulla da dire su questo percorso forse un po’ tortuoso, ma ritenuto limpido dai giudici.
Vorremmo però che tale regola valesse oggi e sempre per tutti i cittadini italiani, anche per quelli che non sono mai stati né saranno mai commissari di polizia, giudici, ministri e capi di partito. Abbiamo assistito a troppe porcate inquisitorie per credere agli imbonitori che cianciano di giustizia certa, di giudici equanimi, di tutela degli indagati, di presunzione di innocenza fino a dimostrazione contraria.
Ci chiediamo però perché contro Di Pietro tali porcate inquisitorie (magari sostenute da qualche prova indiretta: un’intercettazione in fondo non si nega a nessuno) non siano mai state messe in atto. In fondo “prove” – o quantomeno indizi – di anomalie nei suoi comportamenti sembra proprio ci siano state.
Non possiamo (naturalmente…) credere che in una democrazia ci siano imputati più eguali degli altri rispetto alla Legge…
E poi il desso è un Intoccabile. E’ il Campione della moralità nazionale.

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Avanti, cittadini…

C’è una sentenza dell’Alta Corte volutamente dimenticata che si aggira come uno spettro sui bilanci delle municipalità italiane, a tutto vantaggio dei cittadini.
La Corte Costituzionale, infatti, con la sentenza emessa il 16 luglio n. 238 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 29 luglio 2009, n. 30, aveva escluso che il servizio di raccolta rifiuti solidi urbani potesse dichiararsi assoggettabile ad IVA, non essendo prestazione di servizio.
Ora si attende che il provvedimento diventi operativo con l’emanazione di una specifica legge.
Pur alquanto scettici sui tempi parlamentari per l’adozione di una norma che scorpori l’imposta sull’… imposta, alla fine questa legge sarà emanata e per i Comuni saranno guai.
La pronunzia ha infatti riconosciuto natura tributaria alla Tia (Tariffa di igiene ambientale) o Tarsu (tassa smaltimento rifiuti solidi urbani) ed è stato affermato il principio secondo il quale la legge non prevede per i servizi di smaltimento dei rifiuti – proprio per la loro natura tributaria – l’assoggettamento all’aliquota IVA, in conformità, peraltro, con precise direttive dell’Unione Europea. Escludendo l’obbligo di versare l’IVA su una tassa che già di per sé è tale, è evidente che i cittadini hanno già oggi la possibilità di attivare tutte le procedure di rimborso dell’IVA versata nelle casse dello Stato e non dovuta.
Si immagini gli effetti devastanti su tutti i bilanci degli enti locali – già disastrati per la mala amministrazione e dal generale ricorso alla “vendita” dei debiti accumulati a banksters finanziari pronti a lucrare interessi perpetui – non appena i cittadini che hanno diritto alla riduzione delle tasse fino ad oggi pagate si vedranno rimborsato quanto versato per l’IVA.
Allo stato dei fatti le richieste di rimborso riguarderanno solo i privati cittadini, perché le aziende soggette ad IVA hanno già portato in detrazione le aliquote versate nell’ambito della propria contabilità.
Una nota finale.
La sentenza si è rivelata molto importante per chiarire alcune fondamentali questioni dal punto di vista delle procedure tributarie. Si è anzitutto venuti a capo della complicata vicenda legata all’inquadramento giuridico della Tia o Tarsu; infatti, dalla sentenza della Consulta emerge nella sostanza come la tariffa in questione abbia una vera e propria natura tributaria. La Corte si è pronunciata circa la legittimità costituzionale dell’art. 2, comma 2, del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, il quale devolveva alle Commissioni Tributarie Provinciali la competenza per materia a decidere sullo smaltimento dei rifiuti urbani. Con questa sentenza, qualsiasi disputa sulla competenza del giudice che deve decidere in materia non ha più ragione di esistere.
A fronte di tale chiarimento, appare evidente che la sentenza della Corte Costituzionale è destinata a produrre i propri effetti nei confronti di tutti i Comuni italiani.
Chi comincerà per primo, nel proprio territorio, ad attivare le procedure per il rimborso?
Un fatto è certo: più ne verranno avanzate e tanto prima il Parlamento si vedrà costretto a emanare la nuova legge.
Avanti, dunque.

Scritto da Giacomo Faso

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Testo del manifesto elettorale di GIOVANNI SANDI

Cari Consovrani Cittadini Piemontesi, abbiamo la possibilità di cambiare il sistema politico del paese, per farlo occorre iniziare dalle regioni, in Piemonte, le amministrazioni che finora hanno governato non sono state all’altezza di quei miglioramenti necessari per la salvaguardia dell’interesse comune, l’inadeguatezza degli amministratori ci ha ampiamente dimostrato che hanno prevalso gli interessi di pochi a danno di tutti i Cittadini che la Carta Costituzionale indica come “Cittadini Sovrani”.

La “Democrazia Diretta” sta bussando da tempo e sempre più forte alle porte di questo sistema che si definisce democratico, ma nei fatti non lo è, non lo è mai stato, dal momento che votando un cadidato, immediatamente con la sua elezione ne perdiamo il controllo subendone il potere, se tutto va male per 5 anni.
La mia candidatura non è basata su questo, bensì sul sistema di controllo diretto dell’eletto, ossia: se non fa il suo dovere rispettando la “volontà generale”* dovrà dimettersi, cedere il posto al secondo eletto.
*La “VOLONTA’ GENERALE” è la “vostra decisione”, quello che desiderate sia proposto e deciso nella sede istituzionale regionale: il Consiglio Regionale Piemontese.

Per trasmettere la vostra opinione e decisione sulle questioni politiche all’eletto democratico diretto sarà implementata una piattaforma internet che permetterà, previa registrazione univoca del Cittadino piemontese, la trasmissione della volontà di ogni singolo Cittadino che ritiene di voler partecipare attivamente ai lavori nelle sedute del consiglio regionale. ad esempio: desiderate sia instaurato il “referendum legislativo o propositivo senza quorum”? Desiderate questo? Mi batterò con tutte le mie forze per esprimere questa vostra volontà.
Ogni vostra decisione (volontà generale) sarà il mio voto ogni qualvolta sarò chiamato ad esprimermi, tutti i Cittadini piemontesi di qualunque estrazione sociale, culturale e politica che si registreranno alla piattaforma internet, avranno l’opportunità di controllare i lavori e fornire le vostre indicazioni, le vostre proposte di legge, cambiamenti e miglioramenti delle attuali al rappresentante democratico diretto.

Ogni Cittadino potrà essere finalmente davvero partecipe, questa è la “Democrazia Diretta”: la più alta forma di democrazia possibile.

Se il Popolo è Sovrano, che lo sia nei fatti e per sempre!

Chi non disporrà di internet, potrà scrivermi tramite lettera postale all’indirizzo che in seguito vi comunicherò, allegando alla proposta o richiesta la fotocopia della carta d’identità.

Per eventuali chiarimenti g.sandi@tiscali.it – 338 8158280

Buona Democrazia Diretta a tutti.

Giovanni Sandi http://www.giovannisandi.it

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L’origine di tutte le malattie giace nella putrefazione alimentare

L’origine di tutte le malattie giace nella putrefazione alimentare, disse Metchnikoff.

Qual è il rimedio sicuro? La rimozione della causa, non l’uso di farmaci, sieri e bisturi.
Molti studi sperimentali hanno indicato che mangiare carne causa la nefrite cronica. Il professor Newburg, dell’università dei Michigan, ha dichiarato che una piccola porzione di proteine della carne, come il 20%, porta ad un logoramento dei reni.
Le esigenze dell’ultima guerra sono servite a dimostrare il valore di una dieta poco proteica. Maiali e bestiame furono uccisi in Europa con lo scopo di conservare le provviste di cibo, e le popolazioni si nutrirono per un certo periodo soprattutto di frutta e verdura. Il risultato fu una riduzione di un terzo della mortalità, oltre a una grande riduzione delle malattie. Alcune malattie come il diabete, l’obesità, la gotta, i disturbi digestivi, i problemi del fegato e dei reni e altre malattie dell’alimentazione sparirono quasi completamente.
La gente rovina la propria salute mangiando carne, poi paga i dottori per farsi curare i sintomi che provengono da questo abuso. Molti medici ignorano la causa che si nasconde dietro i sintomi di alcune malattie, perché anche loro mangiano liberamente la carne come molti dei loro pazienti, e soffrono e muoiono prematuramente per la stessa “malattia”.

tratto da: http://www.disinformazione.it

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Ritornano i giochi senza frontiere

Oltre trent’anni fa – …trent’anni – il presidente francese Giscard d’Estaing e il cancelliere tedesco, Helmut Schmidt, ammonivano sulla fondamentale necessità, prima di varare una moneta unica europea (erano i tempi del “serpente europeo”, lo sme, e si parlava di “scudo” e non di “euro”), che la Comunità si dotasse di un “Fondo Monetario Europeo” per difendere le valute continentali dalle speculazioni valutarie e per fungere da “regolatore” monetario
Adesso, dopo i raid della grande finanza privata internazionale – la stessa che si siede sulle poltrone decisionali del Fmi, della Bri e delle Banche centrali – ai danni della stabilità della zona euro, e dopo che i buoi sono fuggiti dal recinto e i deficit nazionali sono diventati lucrosi affari speculativi delle banche usuraie, gli attuali reggitori di Francia e di Germania parlano anche loro di “necessità” di un “fondo monetario europeo” stabilizzatore.
Naturaliter, non per fermare le speculazioni ma, udite, udite, per imporre “penali” agli Stati della zona euro che aumentano il loro debito. Insomma: l’Ue applicherà nuovi interessi sugli interessi che gli Stati andranno a pagare agli usurai privati. Chiudono le stalle, vuote, e strozzano i malcapitati.
Che bella solidarietà, Frau Merkel e Monsieur Sarkozy.
Grazie, cari banksters. Ora tutto è più chiaro.

R.

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Arresti “eccellenti”…

Evviva! Con la sua notoria efficienza, la macchina da guerra della Repubblica Italiana ha scoperto e stroncato un ingente traffico d’armamenti tra l’Italia, la Germania, il Regno Unito, la Svizzera, la Romania, il Dubai. Destinazione Teheran.
“Una trama nera”: affermava ieri il Corriere della sera (che, per inciso, non dedicava una riga – se non una vomitevole analisi usa-e-getta – alla crisi greca provocata dall’usura internazionale).
Sette gli “agenti”, i “trafficanti”, finiti in galera: cinque italiani e due iraniani. Altri due ricercati.
E’ ininfluente – hanno spiegato gli inquirenti – il “dual use” del materiale sequestrato o comunque “osservato” (cannocchiali, 120 giubbotti da immersione, traccianti e miscele chimiche e, forse, un elicottero). Sono di uso civile ma possono essere destinati all’uso militare; anzi, come affermato dal solito Corsera, “ad alimentare i canali del terrorismo internazionale”.
Il ragionamento non fa una grinza. E’ perfettamente in linea con le direttrici atlantiche.
Se per gli anglo-americani e i loro fedeli sudditi, costruire una centrale nucleare per uso civile dell’energia non è “conforme” (perché non soggetta ai controlli della banda dei cinque detentori “ufficiali” del nucleare bellico) alla pace atlantica, l’Iran va bastonato perché sta preparando la bomba. Anzi, se possibile, come dichiarava Luttwak, deve essere bombardato preventivamente con atomiche tattiche. E l’embargo sulle sue importazioni va stretto e aumentato.
Ergo, se dall’Italia o dall’Europa un imprenditore qualsiasi si permette di commerciare in prodotti dal possibile doppio uso… quantomeno deve finire in galera. Lui e i suoi presunti complici.
Nulla quaestio se, dopo migliaia di giorni, la “rete terroristica” verrà assolta – come accaduto qualche giorno fa per il gruppo già indicato trionfalmente dopo l’11 settembre come reclutatore e finanziatore di al Qaida in Italia – perché composta da cittadini stranieri che non hanno commesso il fatto.
Intanto il bliz di propaganda è andato a buon fine, poi si vedrà.
E ora veniamo alle cronache della Procura di Milano.
E prendiamo il caso di quello che, senza un minimo di vergogna, l’articolista del Corriere della sera ha già condannato, con tanto di foto e titolo sulla sua “doppia vita”, come “l’ammanettato agente 007 iraniano”: Nejad Hamid Masoumi.
Nejad Hamid Masoumi, 51 anni, è lo stimato corrispondente della tv di Stato iraniana Irib accreditato da anni in Italia e membro dell’Associazione della Stampa estera a Roma. Un allegro e affannato giornalista, sempre in viaggio su e giù per la penisola a programmare incontri, a fare interviste, a produrle, a trasmetterle.
Mai un attimo di respiro, se non brevi colloqui amichevoli con i suoi contatti: anche con noi, con Rinascita.
E Nejad sarebbe uno 007? O un “trafficante d’armi”?
Noi ne abbiamo conosciuti tanti, di tutte le risme. Rigidi, pseudo-affettuosi, algidi, serpentini: dietro il contenitore tutti con una sostanza, diciamo così, “militare”. Italiani e stranieri.
E questa Italia atlanticante perché non arresta, allora, anche Scaroni, il presidente dell’Eni? E perché dimentica i trafficanti d’armi veri, da Vittorio Emanuele di Savoia in giù, fino agli 007 che vendettero a pezzi ai libici un carro armato Tigre completo?
Ah, già. Adesso non serve la sostanza. serve la forma.
La Clinton si rallegrerà, e tanto basta.
Ciao, Nejad, speriamo a presto.
U.G.

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